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Ago 1031

Derry, un blogger e un'autobomba

Pubblicato da Emanuele Ricci alle 19:36 in Speciali


Aver parlato di bombe per tutto l'anno poteva portare solo ad una cosa, trovarne una sul proprio cammino.

E così è stato, la notte prima del mio arrivo a Derry un boato ha svegliato la città nel cuore della notte, l'esplosione di un ordigno vicino alla caserma della polizia ha provocato l'evacuazione di quaranta famiglie e la distruzione della facciata di un palazzo.

Il giorno dopo, contro ogni previsione, la città era più viva che mai, concerti in ogni angolo della zona vecchia, turisti nelle strade; nessuno ha badato minimamente a quanto successo.

L'attentato è avvenuto secondo il solito copione, un tassista viene minacciato e costretto a lasciare la propria macchina nei pressi della stazione di polizia, sono avvisate le autorità dai dissidenti stessi, allontanamento dei residenti, scoppio.

Insomma, le uniche conseguenze sono state una gran puzza di gomma bruciata nei giorni seguenti.

Quasi dimenticavo, la città in preda al panico descritta dalle autorità inglesi è pura fantasia, evidentemente è la versione di maggior comodo.

Ago 1030

Derry, poliziotti, Topo Gigio e Formula1

Pubblicato da Emanuele Ricci alle 15:54 in Speciali


Guardando dalla finestra un muro alto circa cinque metri copriva la visuale, la sfortuna era quella di trovarsi a piano terra e, con gli infissi radenti al marciapiede, era possibile vedere null'altro che quella interminabile distesa di mattoni.

Quello che, a prima vista, poteva sembrare un paesaggio noioso e monotono era vivacizzato dal passaggio di mezzi blindati e militari con mitra ad altezza uomo.

Insomma, altro non ero che alloggiato nelle immediate vicinanze di una caserma, l'unico posto veramente poco consigliato in Irlanda del Nord, praticamente il solo luogo dove ancora vengono fatti attentati da parte degli indipendentisti.

Avere questa visuale mi ha portato a fare diverse riflessioni, la prima è quella che avere dei militari che ti vengono incontro con il mitra puntato nel caso si abbia la malaugurata idea di stare fermi per strada, cercando un po' di privacy nel telefonare, non è affatto normale.

La seconda è che i poliziotti di Derry hanno meno credibilità di Topo Gigio alla guida di una monoposto di Formula 1; non si allontanano mai dalla loro caserma, quelle poche volte che lo fanno non si addentrano nella città ma ne rimangono ai margini ma, più di ogni altra cosa è stato un episodio a farmi seriamente ponderare riguardo alla loro effettiva utilità nel paese: un gruppo di ragazzini percorreva la via della caserma, dove era presente il consueto posto di blocco composto da macchine blindate, si avvicinano ad una di esse, rivolgono qualche ingiuria ai poliziotti poi, guardandoli fermi all'ingresso, sputano sul vetro dell'automezzo e tirano pugni sul cofano. Tutto si è concluso senza che i militari muovessero un muscolo.

Insomma, il loro compito è quello di presidiare la caserma, passeggiare armati e fortificare le recinzioni in caso di esplosione.

I poliziotti di Derry sono pagati per proteggere se stessi dall'odio della popolazione che dovrebbero difendere ma, in realtà, per questa sono ormai il simbolo dell'occupazione inglese.

Indipendentemente dallo schieramento di cui si fa parte è innegabile come questa situazione sia riuscita a rendere degli energumeni armati delle persone che, dopotutto, ispirano una sorta di tenerezza.

Omoni grandi e grossi che, quelle volte che non incontrano uno sguardo carico d'odio, abbozzano un sorriso e si prodigano in informazioni. Il tutto con un fucile puntato. Ovviamente.

Ago 1027

Derry, quando gli invasori sono confinati in un ghetto

Pubblicato da Emanuele Ricci alle 09:30 in Speciali


La mia prima esperienza in Irlanda del Nord risale a due anni fa. Belfast mi colpì profondamente sia per la sua bellezza sia per le profonde contraddizioni che la caratterizzano.

Fuori dal centro città, caratterizzato da splendidi palazzi in stile vittoriano, lussuosi loft e dalla stranissima sensazione di essere capitati in una piccola Londra (vi è anche un proporzionatissimo fake Big Bang) si snodano lunghissime vie, divise da un muro, ognuna delle quali appartiene ad una delle due fazioni in lotta.

Scuole e chiese hanno le finestre coperte da grate e, allontanandosi dalla parte turistica, si riesce ad arrivare laddove la polvere non è stata ancora nascosta sotto il tappeto delle immagini da cartolina.

Dopo la tregua fra le fazioni il turismo è esploso e la città ha subito un make up da primato ma, uscendo dalle vie dei centri commerciali, si nota come il filo spinato rimanga il miglior complemento d'arredo per i muri dei condomini e che, ancora oggi, aprire una buona vetreria rimane comunque uno dei migliori business da effettuare in città.

Arrivato a Derry chiesi immediatamente in quale quartiere si trovasse il mio ostello se quello irlandese o quello inglese, giusto per capire se fosse o meno il caso di utilizzare le quattro parole in gaelico che conosco.

La risposta che data mi illuminò riguardo una delle principali differenze che intercorre fra le due città: a Belfast sono divisi da un muro, a Derry gli inglesi sono praticamente impossibili da trovare, sono al di fuori della città vecchia, confinati oltre il fiume Foyle o ghettizzati in un minuscolo quartiere nei sobborghi.

Derry non ha grate o filo spinato, Derry è irlandese. Qui gli unici che hanno bisogno di protezione sono quelli che ritengono di averla conquistata.

Muri o fiumi, alla fine, poco importa, le barriere continuano ad esserci e il paese è ancora diviso fra invasori e ribelli come le bandiere che sventolano ad ogni angolo stanno a testimoniare.

Ago 1025

Irlanda del Nord, considerazioni.

Pubblicato da Emanuele Ricci alle 16:26 in Speciali


Prima di iniziare la descrizione dei luoghi e degli avvenimenti è opportuno rammentare il motivo per il quale questi rappresentano una situazione assolutamente unica nel panorama europeo.

L'Irlanda del Nord è l'unica parte dell'isola, si tratta di sei contee, rimasta nelle mani inglesi dopo l'indipendenza dell'EIRE.

Il motivo è presto detto, si tratta della parte più ricca dell'isola e di quella con la maggior presenza britannica tra la popolazione.

Fino a pochi anni fa per la parte irlandese della popolazione la situazione era assolutamente intollerabile, era proibito il voto, il lavoro e la crescita sociale erano obiettivi assolutamente inarrivabili; insomma una situazione di assoluta emarginazione.

In questo panorama ben costruito da quella potenza progressista che tutti riconoscono essere l'Inghilterra, l'IRA (l'esercito repubblicano irlandese) ebbe vita facile e crebbe fra la popolazione sia nella partecipazione che nel consenso.

Seguirono anni di atrocità reciproche fra inglesi e irlandesi, protestanti e cattolici (anche se quest'ultima divisione è più figlia di semplificazione che altro) fino a quando non si trovò un compromesso, il famoso "Accordo del Venerdì Santo".

L'aspetto formale era salvato, ora gli inglesi non avrebbero più dovuto subire l'onta di mostrare i propri poliziotti presi a sassate alle televisioni di tutto il mondo.

Sfortunatamente non si parla di favole, i problemi continuano ad esserci, nonostante un effettivo calo della violenza, gli irlandesi continuano ad essere emarginati dalle aziende, di conseguenza i soldi continuano a mancare ed il problema dell'indipendenza, pardon, annessione allo stato irlandese, è ancora vivo.

Nonostante non se ne parli, gli inglesi continuano ad avere colonie e, fino a che nessuno ai vertici europei, si ricorderà della situazione, la vicenda non potrà mai dirsi pienamente conclusa.

Ago 1025

Irlanda del Nord, inizia il viaggio

Pubblicato da Emanuele Ricci alle 16:20 in Speciali


La speranza nello scrivere è quella di, un giorno, poter campare con il proprio lavoro; un lavoro che ti permette di conoscere decine, centinaia di persone, finire nei luoghi e nelle situazioni più improbabili, suonare campanelli e bussare a porte solo per chiedere informazioni o indirizzi.

Le analogie con l'agente e con il venditore porta a porta fioccano come gli insulti dopo un goal nella propria rete durante un derby ma la differenza fra questi due lavori ed il giornalista è palese e sotto gli occhi di tutti, questi, dai più, vengono considerati mestieri veri e propri e, soprattutto, vengono pagati.

Dandomi un tono che è assolutamente privo di fondamento, ho deciso di dedicare le mie vacanze a questo blog, pochi spiccioli in tasca, camerate da quarantasette prenotate e via verso il nord Irlanda, verso Derry e Belfast, soggetti di molti fra i miei articoli e destinatari di un amore che si spiega solo con una vita precedente spesa negli allevamenti di bestiame della contea di Armagh.

I prossimi post saranno una sorta di diario di viaggio, il racconto di luoghi e persone meravigliose, genti e città piene di storia, la descrizione di un'atmosfera a tratti irreale e piena di contraddizioni.

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